Ancora sciopero degli autisti in appalto Esselunga, proclamato da Sudd Cobas e USB. Si sono fermate le consegne a domicilio delle spese on line. L’agitazione riguarda gli autisti dell’hub di Campi Bisenziobe di quello di Navacchio (PI) oltre che i servizi di consegna di Livorno. La vertenza prosegue senza sosta ormai da alcuni mesi. Lavoratori ai quali non viene neanche applicato il contratto nazionale di riferimento con il pagamento di tutti gli istituti previsti. Parliamo di circa 500 euro in meno in busta paga ogni mese. Turni massacranti anche di 12 ore e scarsa manutenzione dei mezzi.
Questo è il sistema di appalto e subappalto nel gruppo milanese della grande distribuzione. Un sistema che serve a sfruttare i lavoratori e permettere enormi profitti per la società.
Recentemente, nonostante le numerose indagini, sequestri e anche arresti di alcuni dirigenti coinvolti nella “tangentopoli” Ligure la famiglia Caprotti si è messa in tasca una tranche di dividendi pari a circa 50 milioni di euro.
Dopo l’ondata dio scioperi di inizio maggio, con manifestazioni anche davanti all’Hub Toscano di Campi Bisenzio, nelle scorse settimane i lavoratori della società Deliverit Srl, quella che gestisce appunto la distribuzione della spesa a domicilio, hanno deciso di interrompere la consegna ai piani. Oltre a non pagare regolarmente gli stipendi la società di Bregano, legata ad Italtrans, non corrisponde alcuna indennità per una mansione, quella del facchinaggio, non prevista per gli autisti.
Ad oggi, nonostante le numerose richieste di incontro e l’intervento anche del Prefetto di Pisa, la Deliverit non ha mai voluto aprire alcuna interlocuzione con i sindacati per affrontare e risolvere queste problematiche.
Un atteggiamento che ha alimentato, ancora di più, la conflittualità sindacale all’interno dell’appalto. Tanto più che la dirigenza, di fronte alle legittime richieste dei lavoratori, ha deciso di rispondere con lettere di contestazione, ferie forzate e lo spostamento delle consegne da un magazzino all’altro nella speranza di indebolire e sfiancare la lotta degli autisti che va avanti ormai da mesi. Di fronte a questi attacchi la risposta dei lavoratori non si è fatta attendere.

Lo sgombero della polizia
Quello che è accaduto oggi davanti ai cancelli del magazzino Esselunga di Campi Bisenzio è indegno di un paese civile e democratico. Nove reparti di poliziotti in tenuta antisommossa hanno sgomberato con violenza un sit-in pacifico di lavoratori che protestavano per il rispetto del contratto nazionale di lavoro e delle condizioni di sicurezza. Noi eravamo lì con loro. Il sindacalista Luca Toscano è stato colpito da un calcio mentre era bloccato dalla polizia e poi ammanettato senza alcun motivo prima di essere rilasciato. E’ l’anticipazione dei decreti liberticidi del governo contro chi protesta?
E’ ancora più paradossale ed indegno che il diritto di sciopero e di protesta venga negato come a “protezione” degli interessi di un azienda sempre più impresentabile. Solo negli ultimi anni il colosso Esselunga ha accumulato scandali che vanno dalle inchieste sulla gestione illecita degli appalti e l’evasione fiscale fino al recente coinvolgimento nelle trame corruttive che hanno portato all’arresto del governatore Toti, passando dalla strage degli operai al cantiere di via Mariti a Firenze.
Il filo condotture è una politica spregiudicata che guarda al massimo profitto. E a pagare il prezzo più caro è sempre chi lavora nelle giungle di appalti e subappalti. E’ facile per la politica piangere la morte di questi lavoratori. Ma sarebbe più utile un interessamente verso chi è vivo e rivendica diritti e sicurezza.
E’ assurdo vedere la guardia di finanza sgomberare lavoratori che da mesi deunnciano la sistematica evasione contributiva del proprio datore di lavoro attraverso il pagamento “forfettario” degli straordinari sotto la voce “trasferta italia” (evadendo così tasse e contributi INPS).
