Oggi mettiamo tende e gazebi fuori alla Pelletteria Richemont di Scandicci, societa della Holding finanziaria addetta alla produzione del campionario ed alla gestione della produzione attraverso gli appalti esterni.
“Noi senza lavoro, loro senza vergogna”. Nel giorno in cui per gli operai in appalto Montblanc si aprono le porte ai licenziamenti, gli azionisti Richemont vanno all’incasso con la spartizione dei profitti dell’ultimo anno finanziario.
Johann Rupert, azionista e fondatore della holding, ha incassato in una giornata 11 milioni di euro, quello che un operaio in appalto Montblanc impegherebbe 739 anni a guadagnare lavorando.
Giovedì si riunirà il tavolo di crisi in Regione Toscana. Un tavolo che arriva in ritardo, dopo la scadenza del Contratto Di Solidarietà e delle possibilità di rinnovo. Ma anche un tavolo “monco” in cui, inspiegabilmente continua a non essere convocata la Richemont ma solo le ditte in appalto Z Production ed Eurotaglio. Questa vicenda non può essere risolta senza chiamare in causa chi ha prodotto artificialmente questa crisi, ovvero Richemont (società proprietaria del brand).
A quel tavolo arriveremo con una posizione e richieste chiare: immediata attivazione della cassa integrazione straordinaria per scongiurare i licenziamenti; convocazione della Richemont al tavolo regionale; ricollocamento nella filiera dei lavoratori sfruttati e poi licenziati de facto con la delocalizzazione. Questa è la piattaforma decisa dall’assemblea dei lavoratori.
Alla Regione Toscana ed alla CGIL chiediamo altrettanta chiarezza in vista del tavolo di giovedì.
Questa non è una crisi industriale. Questa è una delocalizzazione messa in campo da un fondo finanziario multimiardario all’interno di questo stesso territorio. Non si tratta di negoziare incentivi all’esodo o paracadutisti. Si tratta di affermare il principio per cui i grandi fondi finanziari non posso fare quello che vogliono su questo territorio. La produzione è qui nella provincia di Firenze. In questi mesi si è spostata alla vergognosa ricerca di nuovi schiavi da sfruttare dopo la sindacalizzazione dei lavoratori della Z Production e della Eurotaglio. Il ricollocamento dei lavoratori con contratti degni è la pretesa minima da avanzare alla Richemont.
