Aggiornamenti dalla campagna – 30/10/2025
1. Montblanc ha ritirato il ricorso che aveva presentato al Tribunale Civile di Firenze per richiedergli di emettere nei confronti del sindacato Sudd Cobas un “daspo antisindacale”: il divieto a manifestare nel raggio di 500 metri dalla propria boutique.
2. La notizia è arrivata a poche ore dalla pubblicazione dell’Appello Internazionale a difesa del diritto di sciopero. Un primo risultato importante della campagna di solidarietà sostenuta già da tantissime organizzazioni, reti e persone.
3. Davanti a noi abbiamo ancora due obiettivi fondamentali: Montblanc continua a rifiutarsi di sedere a un tavolo negoziale con chi rappresenta i lavoratori della sua filiera per trovare una soluzione per operai rimasti senza lavoro, e non ha ancora ritirato la querela penale nei confronti del sindacato.
Appello alla solidarietà internazionale
Scioperare è un diritto. No ai daspo antisindacali. No al bavaglio per i lavoratori della filiera Montblanc
Il settore del lusso è sempre più spesso sotto i riflettori per le numerose violazioni dei diritti umani che caratterizzano la filiera. Il cosiddetto made in Italy è un concetto solo teorico che spesso nasconde produzioni ottenute in Paesi dove non sono rispettati i diritti fondamentali oppure in Italia, dove nelle pieghe oscure del sub-appalto lavoratori spesso immigrati lavorano senza diritti e per salari da fame. Il caso dei lavoratori della filiera Montblanc licenziati dopo essersi iscritti al sindacato è un esempio plastico.
Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e indignazione in merito al “daspo antisindacale” richiesto dal brand Montblanc nei confronti del sindacato SUDD Cobas. Montblanc chiede al Tribunale Civile di vietare al sindacato manifestazioni nel raggio di 500 metri dalla boutique di Firenze, pena multe da 5.000 euro l’una.
L’idea stessa di impedire ogni forma di protesta operaia nel raggio di 500 metri dalle vetrine del brand non ha precedenti e minaccia alle fondamenta la libertà di manifestazione e le libertà sindacali. Si tratterebbe di un divieto senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, che messo accanto al DDL 1660 in discussione in parlamento, con cui il governo Meloni vuole rendere reato i picchetti davanti ai cancelli delle aziende, compone un quadro gravissimo e preoccupante.
- Con questo appello di solidarietà chiediamo alla Montblanc di rispettare la libertà di associazione e di manifestazione e di abbandonare immediatamente tutte le azioni legali contro il sindacato SUDD Cobas.
Al sindacato SUDD Cobas, e a lavoratori e lavoratrici della Z Production e della Eurotaglio, rispettivamente fornitore e sub-fornitore per il brand Montblanc, va la nostra solidarietà. La loro lotta ha avuto il merito di fare emergere una realtà inaccettabile: turni massacranti tra le 12 e le 14 ore per 6 giorni alla settimana, e salari che non superavano i tre euro l’ora, per produrre borse vendute a migliaia di euro l’una. Per loro, dopo aver ottenuto l’applicazione del CCNL e turni di otto ore per cinque giorni la settimana, è arrivata la cancellazione delle commesse e il conseguente licenziamento.
Presumibilmente la produzione è stata delocalizzata, cosa che il sindacato ha denunciato fin dal primo momento e che è stata documentata dal video-doc “Inside Italy’s Designer Sweatshop” prodotto da Al Jazeera. Si presume “delocalizzazione in loco”: un trasferimento di commesse a pochi chilometri che però ha riportato le stesse condizioni di sfruttamento contro cui il sindacato si era battuto alla Z Production e alla Eurotaglio.
Il fatto stesso che Montblanc richieda una tale misura antisindacale con l’azione ingiuntiva rappresenta un fatto preoccupante per lo stato di salute della democrazia in Italia, ed è grave di per sé: non possiamo rimanere in silenzio mentre aziende multinazionali e fondi finanziari tentano di intervenire sempre più direttamente nella vita politica e sociale, imponendo provvedimenti, scelte e direzioni per affermare interessi privati contro l’interesse pubblico e collettivo, e contro la democrazia stessa.
L’idea di città e spazio pubblico proposta da Montblanc e Richemont (il fondo finanziario plurimiliardario proprietario del brand) deve essere respinta: non possiamo accettare un’idea di città in cui agli operai sia proibito manifestare lì dove le merci che producono sono messe in vetrina, un’idea di città in cui una multinazionale possa ottenere la limitazione della libertà di espressione di pezzi della società considerati scomodi, perché vogliono attraversare quegli spazi pubblici con un fine non improntato al consumo e all’interesse privato.
Per aderire all’appello scrivi a montblancappeal@gmail.com indicando nome, cognome, organizzazione o adesione individuale
International Solidarity Appeal
Striking is a right. No to anti-union measures. No to the gag order for Montblanc workers.
The luxury sector is increasingly under the spotlight for the numerous human rights violations that affect the supply chain. The so-called ‘made in Italy’ is a theoretical concept that often conceals productions obtained in countries where fundamental rights are not respected, or in Italy in the dark layers of subcontracting, where workers, often immigrants, work without any rights and for poverty wages. The case of Montblanc subcontract workers that were fired after they unionised, is a classic example.
We express our concern and indignation about the “anti-union measures” demanded by the brand Montblanc against the union SUDD Cobas with their injunction action. Montblanc is asking the Civil Court to ban the union from demonstrations within 500 meters of the Florence boutique, under penalty of fines of 5,000 euros each.
The very idea of preventing any form of workers protest within 500 meters of the brand’s boutique is unprecedented and threatens the foundations of freedom of demonstration and union rights. This would be an unprecedented ban in the history of the Italian Republic, and, combined with the Security Bill no. 1660 currently under discussion in parliament of Italy with which the Meloni government wants to make picketing in front of company gates a criminal offense, makes it a very serious and worrying series of events.
- With this Solidarity Appeal we ask Montblanc to respect the freedom of association and the freedom of demonstration and to drop all legal actions against SUDD Cobas union immediately.
Our solidarity goes to the SUDD Cobas union, and the workers and employees of Z Production and Eurotaglio, respectively the supplier and sub-supplier for the Montblanc brand. Their struggle had the merit of bringing to light an unacceptable reality: grueling shifts between 12 and 14 hours for six days a week, and wages less than three euros an hour, to produce bags sold for thousands of euros each. After obtaining the application of the national collective agreement and eight-hour shifts for five days a week for these workers came a termination of orders and consequently their dismissal.
Presumably the production has been delocalized, as the Union denounced from the first moment and as was documented in the video documentary “Inside Italy’s Designer Sweatshop” produced by Al Jazeera. It is to assume that a “on-site relocation” took place: a relocation of orders just a few kilometers which however brought back the same exploitative conditions that the union had fought against at Z Production and Eurotaglio.
The very fact that Montblanc is requesting an injunction action engaging in such an anti-union measure is worrying for the health of democracy in Italy: we cannot remain silent while multinational companies and financial funds attempt to intervene more and more directly in political and social life, imposing measures, choices and directions to assert private interests against the public and collective interest, and against democracy itself.
We must reject the idea of city and public space proposed by Montblanc and Richemont (the multibillion-dollar financial fund that owns the brand): we cannot accept an idea of a city in which workers are prevented to demonstrate where the goods they produce are shown and sold, an idea of a city in which a multinational corporation can obtain the restriction of freedom of expression of members of society considered inconvenient because they want to cross those public spaces with a purpose which is not marked by consumption and private interest.
To join the appeal, write to montblancappeal@gmail.com indicating your name, surname, organisation or individual
Organisations from Italy
ADL Cobas
Altraqualità
ANPI Provinciale di Firenze
ARCI Firenze
Assemblea precaria SNS Firenze
Associazione 11 Agosto
Associazione Via Milano 59, Brescia
Autogestione in movimento – Fuorimercato
Campagna Abiti Puliti
Carc Toscana
CAU – Collettivi Autorganizzati Universitari
Centro Nuovo Modello di Sviluppo
Centro Storico Lebowski
CIP San Concordio, Lucca
Collettivo di Fabbrica ex-GKN
Collettivo K1, Liceo Machiavelli Capponi di Firenze
Comitato 1minutodipiù, Cremona
Comitato 25 Aprile Prato
Comitato Piazza Carlo Giuliani odv ets
Comunità di Quartiere Sant’Ermete, Pisa
Confederazione COBAS Firenze
CUB Firenze
CSA nEXt Emerson, Firenze
Ecologia Politica Network
Ex Opg “Je so’ pazzo”
Equo Garantito
FAIR
FIR – La Voce delle Lotte
Firenze Città Aperta
Fondazione Finanza Etica
FuoriBinario, giornale dei senza dimora
La Piana contro le nocività – Presidio Noinc Noaero
Laboratorio politico per Unaltracittà, Firenze
Movimento Consumatori
Movimento Migranti e Rifugiati Napoli
Movimento per la lega marxista rivoluzionaria
Non Una di Meno, Empoli
OEW Organizzazione per Un mondo solidale
Partito della Rifondazione Comunista, Firenze
PMLI Firenze
Potere al Popolo
RiMaflow Fuorimercato, Milano
RSU SialCobas Piaggio e Ceva
Settembre Rosso
Sinistra Italiana, Firenze
Sinistra Italiana, Pistoia
Studenti Autorganizzati Campani
Studenti di Sinistra – coordinamento dei collettivi universitari fiorentini
Società Operaia di Mutuo Soccorso Insorgiamo
Un Tetto sulla Testa APS
Una Città in Comune, Pisa
USB Firenze
Other countries or international
ActionAid, France
Asia Floor Wage Alliance (AFWA), Global
Association for action against violence and trafficking in human beings Open Gate, North Macedonia
Association for social, cultural and creative development ZORA, Bosnia and Herzegovina
Center for Policies, Initiatives and Research ”Platforma”, Moldova
Centre for the Politics of Emancipation, Serbia
Clean Clothes Campaign International Office
Collectif Ethique sur l’Etiquette, France
Labour Behind The Label, United Kingdom
Maquila Solidarity Network, Canada
National Trade Union Federation, Pakistan
NaZemi, Czechia
Novi Sindikat, Croatia
No Sweat, United Kingdom
ROZA Association for Women’s Labor Rights, Serbia
Schone Kleren Campagne, the Netherlands
Temiz Giysi Kampanyası, Turkey
War on Wanted, United Kingdom
Individuals
Massimiliano Andretta, Università di Pisa
Barbara Anglani, insegnante di Lettere
Marco Antonelli, Scuola Normale Superiore
Viviana Asara, Università di Ferrara
Giovanni Avogadri, Istituto E. Balducci Pontassieve
Elisa Bacciotti, cittadina
Giuseppina Baio, area manager
Simona Baldanzi, scrittrice
Stefania Barca, Universita de de Santiago de Compostela
Filippo Barbera, Università di Torino
Alessandro Barchielli, medico pensionato
Leonardo Bargigli, Università di Firenze
Valentina Baronti, impiegata
Maura Benegiamo, Università di Pisa
Davide Bertaccini, docente universitario
Marte Bonetti, Università di Pisa
Andrea Bottalico, Università degli studi di Napoli Federico II
Stefano Boni, docente universitario
Andrea Bottalico, Università degli studi di Napoli Federico II
Ilaria Bracaglia, Comitato Piazza Carlo Giuliani
Fabio Bracci, sociologo
Massimo Bressan, antropologo IRIS Ricerche
Andrea Buchetti, Sapienza Università di Roma
Antonella Bundu, Sinistra Progetto Comune
Sandro Busso, Università di Torino
Sabrina Campolongo, USB Firenze
Massimo Carlotto, scrittore
Gino Carpentiero, medico del lavoro
Davide Caselli, Università di Bergamo
Francesca Cavarocchi, ricercatrice universitaria
Antonella Ceccagno, Università di Bologna
Erika Cellini, Università di Firenze
Giulio Centamore, Università di Bologna
Daniela Chironi, Scuola Normale Superiore, Pisa e Firenze
Giuliano Ciampolini
Michela Ciuffreda, impiegata
Francesca Coin, sociologa
Giuliana Commisso, Università degli Studi della Calabria
Eugenio Conti, dottorando Sapienza Università di Roma
Leila d’Angelo, docente in pensione, Pisa
Francesca Di Marco, docente
Tommaso Fattori, Associazione 11 agosto
Andrea Felicetti, docente e ricercatore
Federica Frazzetta, assegnista di ricerca Scuola Normale Superiore
Giulia Frosecchi, Università di Firenze
Camilla Galaverni, Università di Pisa
Stefano Gallo, CNR- Istituto di Studi sul Mediterraneo
Roberto Budini Gattai, architetto
Francesca Geymonat, Università di Torino
Silvia Giagnoni, scrittrice
John Gilbert, FLC CGIL Università di Firenze
Gianmarco Giovannardi, Università di Firenze
Mauro Gori, pensionato iscritto all’ANPI sez. Firenze
Enrico Grasso, professionista sanitario nel pubblico impiego
Paola Imperatore, Università di Pisa
Emanuele Leonardi, Università di Bologna
Cristiano Lucchi, direttore Fuori Binario
Vincenzo Maccarrone, Scuola Normale Superiore
Tiziana Mameli, socia FAIR
Elisa Maurizi, insegnante
Tomaso Montanari, Rettore Università per Stranieri di Siena
Sandro Mezzadra, Università di Bologna
Annalisa Murgia, Università di Milano
Francesca Navarro, bibliotecaria Università degli Studi di Milano
Zheng Ningyuan, artista, attivista
Giovanni Orlandini, Università di Siena
Andressa Rossi, studentessa Università di Firenze
Dmitrij Palagi, consigliere comunale Firenze
Gabriella Paolucci, Università di Firenze
David Parri, scrittore
Michele Passione, avvocato
Domenico Perrotta, Università di Bergamo
Gianni Piazza, Università di Catania
Matteo Puttilli, docente universitario
Nicola Quondamatteo, assegnista di ricerca Università di Padova
Christian Raimo, scrittore e insegnante
Marco Ravasio, Università degli Studi di Padova e Ca’ Foscari Venezia
Gaia Righini, ricercatrice in geomorfologia
Vincenzo Russo, prete
Devi Sacchetto, sociologo
Virginia Salerno, Università degli Studi di Padova e Ca’ Foscari di Venezia
Maria Teresa Schettino, pensionata
Simone Siliani, direttore Fondazione Finanza Etica
Andrea Sottile, Università di Milano
Helmut Szeliga, sacerdote di Prato
Caterina Tono, Università degli Studi di Padova
Massimo Torelli, Comitato Salviamo Firenze
Stefano Tortorici, Scuola Normale Superiore
Sabrina Tosi Cambini, Università di Parma
Valentina Ugolini, cittadina
Francesco Vacchiano, Università Ca’Foscari Venezia
Silvia Ventura, avvocata giuslavorista, socia Comma 2, lavoro è dignità
Lorenzo Zamponi, Scuola Normale Superiore
